mercoledì 21 febbraio 2007

E-Polis Milano

Le insospettabili madri del genio del crimine furono le raffinate protagoniste del jet -set milanese
Angela e Luciana Giussani: i loro segreti svelati nel libro “Le regine del terrore”.
Due sorelle per Diabolik

di Alberto Figliolia

Diabolik è un fumetto leggendario. Trasversale, realistico e visionario. Magnificamente congegnato e sceneggiato, è divenuto presto una delle letture più amate dagli italiani e il suo successo non accenna certo a diminuire. Personaggio complesso e affascinante, dalle ricche sfumature e, per quanto non possa esattamente definirsi un modello da imitare, dotato di una sua morale, l’eroe del terrore ha due insospettabili genitrici: le sorelle Angela e Luciana Giussani, non più fra noi, due raffinate, dolcissime e bellissime signore, protagoniste del jet set milanese, fotomodelle, aviatrici e, per l’appunto, madri delle vignette popolate dal bandito dai mille volti, l’uomo dagli occhi di ghiaccio.

«COME REGINE del Terrore tutti le conoscevano – spiega Davide Barzi, 34 anni, autore con Tito Faraci del bel libro intitolato proprio “Le Regine del Terrore” dedicato allo straordinario duo -, però tutta la parte pre- Diabolik della loro vita viene fuori ora, anche perché erano sia in apparenza che in sostanza molto riservate. Dopo aver creato Diabolik, più di quarant'anni fa, la loro vita privata in qualche modo è stata cancellata: vivevano sempre nello stesso palazzo dove si realizzava il fumetto. Anche quando cambiavano sede, tenevano un appartamento nello stesso edificio che ospitava la redazione». La creatura della leggendaria coppia ha segnato a suo modo e in qualche misura la storia del costume e della società italiana, ma è anche una vicenda di emancipazione femminile. «Angela lavorava già nell’editoria collaborando con il marito Gino Sansoni, inventore di testate o riviste come “Horror” e “Forza Milan”, del quale era anche direttore. Dopo la separazione di Angela da Gino le due sorelle andarono a vivere insieme. Va detto, inoltre, che negli anni Settanta gran parte della redazione di Diabolik era femminile e questo particolare si riflette soprattutto nella figura di Eva Kant, un personaggio fortissimo sin da subito, che a livello di tipo fisico le sorelle chiesero ai disegnatori di rendere simile a GraceKelly. Caratterialmente, invece, Eva somigliava ad Angela, con la sua forza, determinazione e tenacia».

DIABOLIK è un fumetto molto milanese - e anche il suo libro indirettamente si configura come una storia milanese, molto ben fatta - ma anche molto fuori dei confini (e dei canoni). «Più che reminiscenze di Milano, ci sono situazioni milanesi – spiega l'autore - i primissimi numeri facevano riferimento diretto alla Costa Azzurra e a Marsiglia. Angela e Luciana, coraggiose e capaci di affrontare certi temi, erano peraltro molto attente, pur con un fumetto d’evasione, alla realtà sociale e al suo divenire». Che cosa rispondevano le soavissime sorelle Giussani ai perbenisti che le criticavano per aver scelto quale protagonista dei propri albi un “eroe del crimine ”? «Dato fondamentale: loro odiavano fortemente l’ipocrisia. Credo che alla fine, nonostante non sia un modello comportamentale, certe cose Diabolik non le farebbe mai. Come non parlare dell’assoluta fedeltà a Eva? Da questo punto di vista è un puro».

Nato grazie a Fantomas
Si dice che Diabolik sia nato in un vagone di treno, alla stazione di Cadorna, da un albo di Fantomas abbandonato e trovato da Angela. Fu proprio Fantomas, antico personaggio e ladro da feuilleton, la folgorazione che portò a Diabolik. Zakimort, Satanik, Kriminal hanno fatto compagnia a Diabolik – tutti dai connotati simili - in una stagione importante del fumetto italiano. Zakimort era pubblicato da Gino Sansoni, marito di Angela, pittore per hobby e uomo dalle mille idee.
Le Regine del Terrore-Angela e Luciana Giussani è stato scritto da Davide Barzi con Tito Faraci.

4 commenti:

Fabrizio ha detto...

Miiiiiiii... questo lo compro!!!

Davide Barzi ha detto...

Non puoi, è free press! Al limite puoi lasciare un'offerta al distributore sotto la metropolitana...

Fabrizio ha detto...

Sì, ma io lo voglio pagare a tutti i costi.
Preso stamattina davanti al minimarket sottocasa, squadrato malissimo dalla commessa per non aver speso nemmeno un cent per una caramella, mi sono giustificato così: "Lei non sa chi sono io: un amico di uno scrittore intervistato in questo giornale!".
Lei ha tentato di colpirmi con il registratore di cassa.

Davide Barzi ha detto...

Comincia a saldare il conto che hai in sospeso da un anno, e vedrai che la signora del mimimarket si mostrerà molto più accomodante nei tuoi confronti.
E non dirle che mi conosci, anche questo favorirà rapporti cordiali.
Oppure dille che settimana prossima passo e pago tutto.
Promesso.