giovedì 28 luglio 2011

L'importanza della pagina 99

Se scegliere un libro dalla copertina vi sembra sciocco, se portare in vacanza il romanzo di successo è banale, se spesso trovate che una storia tradisca le speranze accese dall' incipit , provate con la pagina 99. O la 69. Entrambe vantano sostenitori illustri, che le reputano capaci di svelare la qualità generale di tutta l' opera. Arrivati in fondo alla pagina vi viene voglia di andare avanti? È quello il libro che fa per voi. Lo scrittore inglese Ford Madox Ford, autore nel 1915 del Buon Soldato (Bompiani), ne era certo: «Apri il libro a pagina 99 e leggi: ti verrà svelata la qualità di tutto il testo». Il settimanale L' Express ha deciso di sottoporre al «test della pagina 99» suggerito da Ford i romanzi da consigliare ai propri lettori. 


L'articolo "Un buon libro? Andate a pagina 99 e giudicate" lo trovate qui.

Nell'attesa di capire se ha senso, vi offro un paio di pagine 99 mie.
Quella che segue arriva da Le Regine del Terrore e riporta uno stralcio del codice morale che la UISPER, componente cattolica dell’Associazione Italiana Editori Periodici per Ragazzi, elabora in occasione dell’assemblea costitutiva, tenutasi a Firenze nell’aprile del 1961, e un parere illustre sull'autocensura preventiva dell'epoca.


SESSO E COSTUME
1. È proibito trattare scene d’amore morbose e atti sessuali.
2. Sono proibite le eccessive nudità e le pose sconvenienti. Ogni
personaggio deve essere presentato in abiti accettabili dal buon gusto e
dalla decenza; non si deve accentuare o sottolineare qualsiasi parte del
fisico, in particolare della donna.


LINGUAGGIO
1. È proibito il linguaggio scurrile e volgare.
2. È raccomandabile usare forme grammaticamente corrette.
Capitolo 4 - 1960-1962 75

PUBBLICITÀ
1. Le pubblicazioni per ragazzi non debbono accettare pubblicità di
liquori, tabacchi, libri sul sesso, cartoline o fotografie di donne in
abbigliamento succinto, giochi d’azzardo, prodotti sanitari di dubbia
natura e quant’altro costituisca un pericolo per l’integrità morale dei
giovani. Le pubblicazioni stesse usino cautela nell’accettare pubblicità
cinematografica.

L’osservanza delle norme è affidata a un Ente di Controllo ed
evidenziata attraverso la stampa, in copertina, del marchio Garanzia
Morale, GM. Il codice viene adottato da tutti gli editori aderenti;
qualcuno lo fa con convinzione, qualcun altro ci si adegua, come ricorda
Sergio Bonelli, allora “figlio d’arte” del creatore di Tex, Gian Luigi, e
collaboratore factotum della casa editrice Daim Press: “Non dico che
fosse giusto o sbagliato, dico solo che andò così. Oggi, tutto quel
pandemonio mi sembra ridicolo, e ne provo un po’ di vergogna, ma del
senno di poi son piene le fosse. Fatto sta che noi editori, in assurde
riunioni, dovevamo stabilire (o meglio, cercare di interpretare, calandoci
nella mentalità dei famosi deputati) i confini della «morale». In Tex c’era
un’indianina con le cosce nude? Presto, una maxigonna! C’era una
sciantosa scollata? Presto, un girocollo! E poi, la violenza: i pugnali
furono messi al bando e sostituiti con nodosi randelli, i morti
resuscitarono trasformandosi in feriti gravi, le pistole furono spesso
coperte dalla «biacca» lasciando buoni e cattivi disarmati (ma visto che
non c’era tempo per rifare completamente i disegni, rimanevano in una
posizione di sparo buffa e inspiegabile). E potrei continuare con gli
esempi, ma mi sembra di essermi autocriticato abbastanza.”

Qui sotto, invece, la pagina 99 di G&G

1 commento:

Piero ha detto...

La regola è confermata. La pagina è una figata come il tutto.