venerdì 19 ottobre 2007

Pericolo?

Un disegno di legge licenziato dal Consiglio dei ministri lascia intravedere l'obbligo di iscrizione al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito.

Nell'articolo 6 C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.

Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog.
Quanto sopra è ripreso da un articolo sul sito di Repubblica, mentre qui trovate la versione barricadera di Grillo della stessa notizia.

Non amo il grillismo, e mi auguro che dalla proposta alla legge stessa i promotori rinsaviscano, ma rilancio volentieri l'invito a esprimere la propria opinione in merito a Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e co-firmatario della proposta di legge, a questo indirizzo: levi_r@camera.it

7 commenti:

Etarancia ha detto...

oddio.

da un lato penso: no, non possono, non possono segare le gambe fino a questo punto.

dall'altro penso: ma forse hanno capito la potenza del web e, dato che hanno la facoltà di togliere un'altro po' di democrazia notevole, beh, usano quelle cazzo di facoltà.


(proprio ora che anche io, davide, stavo facendo un pensierino ai blog! uffa!)

Davide Barzi ha detto...

E fallo, 'sto blog, mi pare proprio il momento!
Quando il gioco si fa duro...

bruno enna ha detto...

Grave, molto grave. Ancora più grave mi sembra il fatto che non ne parlino più di tanto i giornali e i vari siti d'informazione. Quello dell'Ansa lo fa, inziando però così: "Il nuovo bersaglio di Beppe Grillo é il disegno di legge sull'editoria del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi". La parola bersaglio ci fa capire qual è l'atteggiamento del giornalista sull'argomento. L'ennesima crociata dell'antipolitico per eccellenza, roba da ridere. Io dico che non c'è proprio niente da ridere e mi inquieta il fatto che sia stato Prodi (e non Berlusconi... ma ai suoi tempi Grillo non aveva ancora mandato affanculo nessuno) a volere questo simpatico disegno di legge.
Io non un blog e non sono un "grillino", ma sono pronto a manifestare se ce ne sarà bisogno.

Davide Barzi ha detto...

Intervento interessante sull'argomento anche qui:
http://diegozilla.blogspot.com/2007/10/e-io-non-ci-capisco-pi-niente.html

Anonimo ha detto...

Il ministro Gentiloni garantisce un passo indietro e ammette l'errore:

http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=14116&sid=1

Davide Barzi ha detto...

Bene.
Ma siccome è lo stesso Gentiloni che aveva garantito che ReteQuattro sarebbe passata immantinente sul satellite, rimaniamo guardinghi.

Etarancia ha detto...

Il blog arriva appena arriva lo scanner. Ne ho di roba da sbattere sul pc!

Tornando al pericolo... Non ce ne staremo fermi! Ieri ne parlavo anche con un mio amico... La cosa che lascia speranza nella faccenda è che va a colpire una fascia di gente incline a tenere le orecchie tese in questioni politico/sociali, incline anche ad attivarsi (bloggers, autori, artisti...), quindi la cosa non può passare inosservata senza che avvenga una reazione reale!