lunedì 29 ottobre 2007

Una musica bellissima

Dopo una trentina d'anni di letture, per la prima volta ho letto un libro che finisce con i due punti. E mai scelta fu più azzeccata, toccante, coinvolgente, commovente. In definitiva, l'unica scelta possibile, ma come sempre in questi casi ci vuole un genio per metterla in pratica.

Il libro è "Vite bruciacchiate – Ricordi confusi di una carriera discutibile", una biografia firmata in costa "Elio e le storie tese" ma che in realtà è un patchwork di diverse testimonianze sulla storia del simpatico complessino, scritte dai musicisti ma anche da diverse altre persone che – a vario titolo – li hanno accompagnati in diverse fasi della loro brillantissima carriera. Il libro magari non è un capolavoro (giaceva fermo a ¾ nella "pila da leggere" da tre o quattro mesi), discontinuo come tutti i libri a più mani, ma è imperdibile per chiunque ami gli elii.

Odio chi rivela i finali e sarei per la pena di morte per chi svela come termina un film, un romanzo o qualsiasi altra macchina narrativa. In questo caso, però, non essendoci uno svolgimento lineare degli eventi, conoscere le parole scritte nell'ultima pagina non intacca il piacere della lettura del resto.

Lo stralcio è firmato Rocco Tanica, e e ve lo riporto così, senza virgolette, e leggendo capirete il perchè:

Ancora oggi non provo dolore per Feiez. Solo gioia, e gratitudine. Per tutto quello che ho imparato da lui e con lui. Non c'era niente di irrisolto, niente di non detto. Sarei potuto morie io un anno prima e non sarebbe cambiato niente. Tutto era al suo posto ed è al suo posto ancora oggi che è cambiato tutto. Con Paolo c'è sempre stata solo pace, e una musica bellissima che fa più o meno così:








E così finisce il libro.

Groppo in gola.

Chiunque abbia avuto la fortuna di sentirlo suonare dal vivo, quella musica bellissima sono certo che la sente come l'ho sentita io per diverso tempo chiudendo l'ultima pagina del volume.


Per chiudere, vi regalo una perla rara: concerto del 2 settembre 1988, debutto di Feiez con il grupppo.



7 commenti:

Daniele Caluri ha detto...

Volo a comprarlo.
E poi guarda, quasi quasi CI PIANGO!

sanTrine ha detto...

Il libro lo coNpriedi la sera stessa della presentazione fatta dagli Elii in persona alla Feltrinelli di p.zza Piemonte a Milano. Finita la soirée, ho preso il libro, l'ho spezzato e ho reso gr...no, dicevo l'ho pagato, sono andato a casa e l'ho letto tuttodunfiato.
Con tanto di commozione.
Mi è piaciuto tanto anche il primo capitolo, della Cortellesi. La canzone a cui fa riferimento, scritta da Tanica per lei, è questa, e lei la canta magistralmente.
Che dire di Feiez? L'ho visto tante volte dal vivo, c'ho pure chiacchierato una sera in un bar-tabacchi, e anche io lo ricordo con un sorriso. Ricordo anche le copiose laGrime di Tanica all'Anfiteatro delle Cascine a Firenze, quando il pubblico gridava Forza Panino a concerto finito, con la foto di Paolone al sax sullo sfondo del palco.
Bel libro, gran gruppo, bravo Elio, bravi tutti (op.cit.).
Via, basta che non posso laGrimare in ufficio...

Etarancia ha detto...

Non posso dire di amare gli Elii e in fondo li conosco poco, ma li ho sempre apprezzati un sacco, oltre alle ghignate geniali che regalano. E devo dire che dopo aver letto quei due puntini finali, in qualche modo i brividosini son venuti anche a me, anche senza sapere quasi nulla del resto...

Vero ha detto...

Concordo appieno per la pena di morte contro coloro che svelano il finale di un libro, opera teatrale, macchina narrativa. Concordo concordo concordo. Pur essendo di principio contraria alla pena di morte, reputo questo un reato gravissimo.

Vero ha detto...

Ricordo cocente la rivelazione del finale de "Il nome della rosa" una ventina d'anni fa da parte della mi' mamma, e del finale del penultimo di Harry Potter (che devo ancora leggere) da parte di un mio collega a mensa, che avrei inforchettato su due piedi (i coltelli ahime' erano di plastica)

Anonimo ha detto...

Bruce Willis era morto.

Davide Barzi! ha detto...

Vedere le serie tv in contemporanea con gli USA, per esempio, sta diventando una stressante necessità.

Anche perché, se le persone che mi stanno vicino sanno che rischiano la vita facendomi rivelazioni, muovendosi in rete - pur con la dovuta cautela - ci si espone sempre al rischio spoiler.

Bruce Willis... intendi in "Die Hard", vero?