sabato 30 luglio 2011

Il Garibaldi isolato

"Garibaldi a Caprera", di Aldo di Gennaro.

Questo, e molto molto altro, in autunno qui (pagina 88).

giovedì 28 luglio 2011

L'importanza della pagina 99

Se scegliere un libro dalla copertina vi sembra sciocco, se portare in vacanza il romanzo di successo è banale, se spesso trovate che una storia tradisca le speranze accese dall' incipit , provate con la pagina 99. O la 69. Entrambe vantano sostenitori illustri, che le reputano capaci di svelare la qualità generale di tutta l' opera. Arrivati in fondo alla pagina vi viene voglia di andare avanti? È quello il libro che fa per voi. Lo scrittore inglese Ford Madox Ford, autore nel 1915 del Buon Soldato (Bompiani), ne era certo: «Apri il libro a pagina 99 e leggi: ti verrà svelata la qualità di tutto il testo». Il settimanale L' Express ha deciso di sottoporre al «test della pagina 99» suggerito da Ford i romanzi da consigliare ai propri lettori. 


L'articolo "Un buon libro? Andate a pagina 99 e giudicate" lo trovate qui.

Nell'attesa di capire se ha senso, vi offro un paio di pagine 99 mie.
Quella che segue arriva da Le Regine del Terrore e riporta uno stralcio del codice morale che la UISPER, componente cattolica dell’Associazione Italiana Editori Periodici per Ragazzi, elabora in occasione dell’assemblea costitutiva, tenutasi a Firenze nell’aprile del 1961, e un parere illustre sull'autocensura preventiva dell'epoca.


SESSO E COSTUME
1. È proibito trattare scene d’amore morbose e atti sessuali.
2. Sono proibite le eccessive nudità e le pose sconvenienti. Ogni
personaggio deve essere presentato in abiti accettabili dal buon gusto e
dalla decenza; non si deve accentuare o sottolineare qualsiasi parte del
fisico, in particolare della donna.


LINGUAGGIO
1. È proibito il linguaggio scurrile e volgare.
2. È raccomandabile usare forme grammaticamente corrette.
Capitolo 4 - 1960-1962 75

PUBBLICITÀ
1. Le pubblicazioni per ragazzi non debbono accettare pubblicità di
liquori, tabacchi, libri sul sesso, cartoline o fotografie di donne in
abbigliamento succinto, giochi d’azzardo, prodotti sanitari di dubbia
natura e quant’altro costituisca un pericolo per l’integrità morale dei
giovani. Le pubblicazioni stesse usino cautela nell’accettare pubblicità
cinematografica.

L’osservanza delle norme è affidata a un Ente di Controllo ed
evidenziata attraverso la stampa, in copertina, del marchio Garanzia
Morale, GM. Il codice viene adottato da tutti gli editori aderenti;
qualcuno lo fa con convinzione, qualcun altro ci si adegua, come ricorda
Sergio Bonelli, allora “figlio d’arte” del creatore di Tex, Gian Luigi, e
collaboratore factotum della casa editrice Daim Press: “Non dico che
fosse giusto o sbagliato, dico solo che andò così. Oggi, tutto quel
pandemonio mi sembra ridicolo, e ne provo un po’ di vergogna, ma del
senno di poi son piene le fosse. Fatto sta che noi editori, in assurde
riunioni, dovevamo stabilire (o meglio, cercare di interpretare, calandoci
nella mentalità dei famosi deputati) i confini della «morale». In Tex c’era
un’indianina con le cosce nude? Presto, una maxigonna! C’era una
sciantosa scollata? Presto, un girocollo! E poi, la violenza: i pugnali
furono messi al bando e sostituiti con nodosi randelli, i morti
resuscitarono trasformandosi in feriti gravi, le pistole furono spesso
coperte dalla «biacca» lasciando buoni e cattivi disarmati (ma visto che
non c’era tempo per rifare completamente i disegni, rimanevano in una
posizione di sparo buffa e inspiegabile). E potrei continuare con gli
esempi, ma mi sembra di essermi autocriticato abbastanza.”

Qui sotto, invece, la pagina 99 di G&G

mercoledì 27 luglio 2011

Tex femminista e la generazione TQ

Articolo tratto da L'Unità del 24 luglio, scoperto dopo aver ascoltato Hollywood Party.



Ah, tra l'altro sullo stesso quotidiano oggi appare il manifesto della generazione TQ.
I trenta-quarantenni ci provano. Scrittori, editor, giornalisti, editori, critici e cineasti si riappropriano della definizione di “intellettuali” e provano metterci «impegno e responsabilità». Sono quelli della Generazione TQ. Dopo mesi di discussioni ed elaborazioni, oggi hanno varato il loro manifesto.
 
Segue dibattito... ?

martedì 26 luglio 2011

Scoop: Cucciolo è interista e Beppe un gobbo!




Il resto della storia la trovate nell'imprescindibile cofanetto "Pugaciòff 1963-1965", che potete (dovete) comprare qui, perché Giorgio Rebuffi sta al fumetto come Pelé sta al calcio.

lunedì 25 luglio 2011

Storie e canzoni per bambini anziani

Qui una recensione de Il paradiso delle trottole, che a otto mesi dalla sua uscita fa ancora parlare di sè.
Bene.
Recensione molto dettagliata, di cui riporto il passaggio
12) L’ultima opera illustrata è L’uomo che comprava tutto del duo Barzi e Loizedda. Uno stile quasi disneyano chiude il volume, raccontando una storia di tanti vizi e poche virtu. Loizedda supporta bene il progetto, rivolgendosi con il suo tratto a quei bambini cresciuti che hanno tanto bisogno di evadere, ma anche di giuste lezioni. 
solo per segnalare che in realtà l'ispirazione grafico-narrativa (ma che ovviamente possiamo cogliere solo noi anziani) non sono i fumetti Disney bensì quelli della Bianconi, tipo Trottolino, come si può evincere anche dalla grafica della prima tavola.

Tra l'altro credo che a settembre si possa presentare finalmente a Milano l'occasione per parlarne assieme.

sabato 23 luglio 2011

Leggere e scrivere? Fanno male alla salute

"Noi viviamo in un ambiente letterario, dove sentiamo il bisogno di giustificare il fatto che leggiamo e che abbiamo questo grande amore per la letteratura, perché è una passione che ci costa anche molto. In realtà, nel giustificarci, siamo sottoposti a una grande esposizione letteraria che ci dà la sensazione di migliorare giorno dopo giorno. Sebbene io non abbia prove per giustificare il mio scetticismo, mi baso sulla mia esperienza: penso di essere un testimone di cinquant'anni di esposizione letteraria; è vero, posso chiedermi cosa avrebbe fatto Gesù, o posso sostituire Gesù con Montaigne, posso ragionare su come le voci degli autori che ho letto e conosco possono venirmi in soccorso nei momenti di difficoltà. In realtà avere introiettato le voci degli altri non è necessariamente un fatto positivo. È quello che Jung chiamava inflazione psichica. Siamo attratti dalle voci degli altri tanto da non riuscire a delineare una nostra identità. Questa insistenza sul fatto che legge è un fatto positivo non ci ha aiutati. Leggere, ma scrivere ancor di più, ci allontana dagli altri e dalle esperienze pratiche della vita. Ci porta a un dialogo solitario tra noi e i mostri autori. Scrivere è ancora peggio: negli ultimi dieci anni ho scritto molto di più di quanto avessi fatto in precedenza, ma mi sono accorto di essere assolutamente peggiorato come persona. È un'idea condivisa dal romanziere Alan Hollinghurst, secondo cui scrivere ci fa diventare peggiori perché ci isola e ci fa pensare che la realtà sia quella in cui stiamo vivendo noi e il nostro obiettivo. Ci consente tutte quelle paranoie che non sono concesse a coloro che svolgono lavori molto diversi dal nostro. Con buona pace delle nostre mogli."
(Rick Gekoski, dall'articolo "Writing is bad for you", che trovate per intero, in inglese, qui)

martedì 19 luglio 2011

Lettering da uno sconosciuto

E niente, ai disegnatori che si letterano da soli bisogna proprio spiegare tutto...

Ciao Ennio! ;-)

mercoledì 13 luglio 2011

Sì, ma prima hanno sbagliato anche loro!

In ossequio alla logica sempre più in voga "tutti colpevoli, nessun colpevole", anticipo le eventuali critiche: nel caso in cui doveste trovare degli errori nella serie "Don Camillo a fumetti", io vi anticipo già riportandovi l'elenco degli errori presenti nella versione cinematografica, presi da qui.


Doppiaggio/Cartelli: [N°26234] In una scena vediamo il vescovo rimproverare Don Camillo dicendogli che, se continuerà a litigare con Peppone lo manderà "in campagna, dove l'aria è più fina". Trattasi però di un errore di doppiaggio: nel "Ritorno di Don Camillo" (1953), il prete verrà spedito in montagna (dove, tra l'altro, l'aria è davvero più fina rispetto alla campagna).

Incongruenza: [N°34364] Come già riportato da altri, nel film c'è un errore per quanto riguarda il finale del film con le varie stazione del treno, dunque la tratta ferroviaria presa da Don Camillo è la Parma - Suzzara (una linea secondaria locale)..le stazione che esistono sono partendo da Parma: Sorbolo, Lentigione, Brescello (accorpata con Viadana dall'altra parte del Po che non ha stazioni), Boretto, Gualtieri, Guastalla (e da questa stazione si congiunge con la Reggio Emilia - Guastalla), Luzzara, Codisotto e Suzzara. Tornando al film Don Camillo prende il treno a Brescello (la stazione si chiama proprio Brescello-Viadana), una volta partito la stazione è vuota e arriva a Brescello-Viadana, e qui c'è l'errore in pratica è la stessa stazione. Infine Peppone lo aspetta a Gualtieri (credo che nel 52 la stazione di Boretto non esistesse) che sarebbe subito dopo Brescello in direzione Suzzara ossia verso Mantova...e qui altro dubbio, ma Don Camillo non doveva dirigersi a Montenara??? dirigendosi verso Mantova va sempre più verso la campagna e la val padana...le montagne stanno verso Parma quindi a rigor di logica doveva andare verso Parma e non verso Mantova. Montenara non si sa dove sia, parrebbe non esistere per niente eppure nel secondo film ha una stazione piccola piccola, in qualsiasi caso non fa parte della linea ferroviaria descritta sopra.

Continuità: [N°35720] Se controllate quando all'inizio del film don camillo parla con il Cristo nella prima scena ha il volto rivolto verso la sinistra, mentre nell'inquadratura successiva il cristo ha il volto vero il lato dx..

Trucco: [N°55184] Il nonno della Gina spara ad un piccione del vicino che aveva sconfinato nel suo terreno (!): il fucile però ha una stranezza, infatti spara e non c'è il benchè minimo segno di rinculo...

Fisica/Dinamica: [N°55185] Nella scena del piccione sconfinato, il nonno spara ed il piccione finisce a terra dopo un lasso di tempo che, se la fisica non è un opinione, lascia intuire che il piccione volava ad oltre 500 metri di quota...oppure qualcuno lo ha buttato a terra molto (troppo) tempo dopo lo sparo.

Fisica/Dinamica: [N°55186] Il piccione: il nonno si vede che spara in una direzione e il piccione cade nella direzione completamente opposta!

Fisica/Dinamica: [N°61279] Quando Peppone e don Camillo vanno sotto le cmpane a litigare, appena toccano le funi le campane suonano, cosa alquanto improbabile visto il peso delle campane.

Doppiaggio/Cartelli: [N°62062] Il vecchio Vescovo, parlando con Peppone che era andato a lamentarsi delle intemperanze di Don Camillo, ad un certo punto dice "lo avete rivoluto"... ma Don Camillo non era stato ancora mandato via (lo sarà alla fine del film) e quindi a maggior ragione non era stato ancora chiesto il suo ritorno (questo avverrà nel secondo film della serie, che evidentemente era stato già programmato).

Trucco: [N°81241] Quando Gesù, dopo la sconfitta della Gagliarda, propone a don Camillo la rivincita, lui "segna" un gol calciando la sua berretta nel confessionale... ma la berretta, tirata da un filo, parte prima che don Camillo le dia il calcio!

Geografia: [N°91790] Peppone va a salutare Don Camillo alla stazione di Gualtieri e pronuncia le parole "prima che usciate dal territorio di nostra competenza"... ma ci erano già usciti, perchè Brescello e Gualtieri sono due comune distinti e neppure confinanti (in mezzo c'è Boretto)

martedì 12 luglio 2011

Io ri-scrivo

Questa settimana trovate in edicola, con il Corriere della Sera, quanto sotto.

giovedì 7 luglio 2011

Tutti i colori del mondo piccolo.

Sul blog della trasmissione radiofonica "Tutti i colori del giallo" trovate un'intervista al titolare di questo blog, cliccando qui.

lunedì 4 luglio 2011

Io scrivo - La sceneggiatura per il fumetto

Giorni di latitanza, potrebbero proseguire, il privato incombe.

Passo di qua per segnalarvi che da quest'oggi è in edicola il quindicesimo volume della collana di scrittura "Io scrivo" che esce con il Corriere della Sera.
Si parla anche di fumetti.

Qui sotto la copertina.

Scusate la sintesi, son giorni un po' così.