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mercoledì 10 marzo 2010

Ubi maior minor cessat

E' inutile, per quanto uno si sforzi di "addurre motivazioni plausibili" (op. cit.), di esplicare il suo pensiero nella maniera più chiara e articolata possibile, di non lasciare adito a dubbi interpretativi, c'è sempre qualcuno che riesce a superarlo nell'arte della scrittura, sintetizzando in pochi termini, i più adeguati possibili, un pensiero, e quando si legge questa summa, invidiabile nella sua chiarezza, ci si ritrova inevitabilmente a dire: "Ecco, non avrei saputo dirlo meglio".
Eccone un fulgido esempio.

venerdì 22 gennaio 2010

Pericle for President


"Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così." 

(Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.)

venerdì 28 agosto 2009

Querelaci tutti

Nuovo attacco di Silvio Berlusconi a Repubblica. Il premier va dai giudici e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L'Espresso. A suo giudizio le domande formulate il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo sono "diffamatorie". Per la prima volta nella storia dell'informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile.

"Che tutte le radio, che tutti i siti, che tutti i blog, che tutti i giornali anche quelli più distanti e che odiano lo stile giornalistico di Repubblica decidano assieme di ripubblicare le 10 domande perché quello che accade oggi a Repubblica potrà capitare a chiunque". E' l'appello lanciato dal portavoce, Beppe Giulietti, e dal presidente di Articolo 21, Federico Orlando, ai microfoni dell'agenzia radiofonica Econews e di Italiaradioweb.

Io faccio la mia parte, chiedo agli amici blogger di fare altrettanto.

  • 1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
  • 2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
  • 3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
  • 4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
  • 5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
  • 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
  • 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
  • 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
  • 9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
  • 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

giovedì 27 agosto 2009

La Rai rifiuta il trailer di Videocracy "E' un film che critica il governo"


Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l'ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo

di MARIA PIA FUSCO

Da La Repubblica di oggi:


ROMA - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c'è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.

"Come sempre abbiamo mandato i trailer all'AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film", dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. "Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".

A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.

"Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo" perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi", prosegue Procacci "ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò "l'Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità"".

A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: "L'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione". Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". "Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent'anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce "la creazione di un sistema di disvalori"".

Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi "Noemi o D'Addario" e non c'è un collegamento con l'attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi "caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo".

"Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come "Viva Zapatero" o a "Il caimano", che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l'Italia è cambiata".

lunedì 3 agosto 2009

"Se un uomo di 72 anni, sposato, nonno, può rifiutarsi di chiarire una sua relazione con una ragazza di 18 anni e riesce a sopravvivere alle registrazioni in cui discute a letto con una prostituta, allora bisogna chiedersi cosa potrebbe metterlo a tappeto".

The Observer

martedì 24 marzo 2009

IN GALERA

Milano - giovedì 26 marzo - ore 21,00
Camera del Lavoro
C.so di Porta Vittoria, 43
ingresso libero

I GIORNALISTI DI NUOVA INFORMAZIONE
E IMPEGNO SINDACALE PRESENTANO

IN GALERA

Gli articoli che potremmo non leggere più.
Tutto ciò che abbiamo saputo ma non avremmo potuto sapere se la legge sulle intercettazioni fosse già stata in vigore.
Tutto ciò che rischiamo di non sapere mai più se non riusciamo a fermarla.

Ruggero Cara, Paolo Rossi, Renato Sarti, Bebo Storti, Lucia Vasini
leggeranno articoli e brani tratti da intercettazioni e brogliacci che con la nuova legge non potranno più essere né realizzati dalla magistratura né raccontati dalla stampa.

Le letture e gli episodi di cronaca giudiziaria a cui si riferiscono saranno presentati dai giornalisti:
Gianni Barbacetto, Paolo Biondani, Paolo Colonnello, Mario Consani, Walter Galbiati, Peter Gomez, Gianluigi Nuzzi, Emilio Randacio.
Saranno inoltre proiettati interventi dei giornalisti Massimo Alberizzi, Guido Besana, Rosi Brandi, Mimmo Lombezzi, Pino Nicotri, Marco Travaglio, Laura Verlicchi, Maxia Zandonai dal filmato "Professione Riporter", realizzato da Stefano De Felici, coordinamento di Amelia Beltramini, con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti. Testimonianza in video di Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto a Palermo.
Improvvisazioni musicali dell'arpista Floraeda Sacchi.
Regia di Silvano Piccardi

Selezione contenuti e testi: Gianni Barbacetto
Ideazione e organizzazione: Gegia Celotti e Saverio Paffumi.
Chiuderà la serata il Presidente della FNSI, Roberto Natale

martedì 18 novembre 2008

Nel caso aveste ancora dei dubbi:

Non sono il solo, gli altri li trovate qui.
Nel caso vogliate farne parte, siete i benvenuti, per quanto imbecilli e coglioni, ovviamente.
Tanto per essere chiari, questa la dichiarazione d'intenti: "This website does not have political party affiliations. It is a spontaneous gathering of Italians that feel embarassement and indignation in being represented by Prime Minister Silvio Berlusconi and his Government. We believe that our representation in politics is a serious matter. It needs to be faced with rigour and seriousness. Mr. Berlusconi, when you speak, you should represent the entire Italian population."

venerdì 15 agosto 2008

Cose che succedono solo nei fumetti


...o no?

(vignetta di Salvador Larroca tratta da "Togetherness", X-Men # 179, febbraio 2006, in Italia su Gli incredibili X-Men # 195 )

giovedì 3 luglio 2008

Il divo

"Andreotti frequentava l’ala moderata della mafia.
L’ala moderata: sono quelli che sciolgono le vittime nel chinotto".

(Daniele Luttazzi)

martedì 27 maggio 2008

I nuovi mostri

...perché "ministronza" sta per "piccola ministra"...

"Giorgia Mecojoni è un personaggio di pura fantasia ed è puramente voluto qualsiasi riferimento a fatti o persone purtroppo realmente esistenti".