martedì 28 novembre 2006

Londra

Da pochi giorni è in edicola l’Almanacco del mistero 2007 .


Non ho con me le prove, ma credeteci: da molto prima che cominciassi a collaborare con la collana, l’ho sempre considerata una delle operazioni editoriali più stimolanti che appaiono in edicola. Uno zibaldone di spunti e suggerimenti di letture e visioni che non potrebbero esaurirsi nemmeno in un anno di totale isolamento.

Di solito lo leggo con a fianco un taccuino, su cui mi appunto tutte i titoli interessanti.
Ho ancora in giro taccuini del 1988, anno primo degli almanacchi bonelliani, con elenchi di film e libri che, dopo quasi vent’anni, comincio a pensare che non vedrò e/o leggerò mai.

Sto leggendo Una vita da lettore di Nick Hornby (ovviamente consigliatissimo) e – fatte le debite proporzioni – nelle mie due pagine sulla testata faccio un po’ quello che fa lui: racconto cos’ho letto di bello.
È davvero difficile chiamare lavoro un passatempo tanto divertente, ma così è.

Tra le opere segnalate, Le città oscure, l’unico che cito anche qui perché l’articolato progetto in rete collegato alla collana è davvero un gioiello di articolato quanto calcolato estro creativo.

9 commenti:

Daniele ha detto...

Mi unisco al grido di dolore come membro ufficiale della tribù di lettori architetti, che si possono riconoscere facilmente dalle colonne tortili di libri in attesa di essere letti (da almeno una dozzina d'anni) e impilati nelle loro case con incredibile conoscenza della fisica statica.
Sob!

Davide Barzi ha detto...

Il dramma è che alcuni di quelli tolti a fatica dalla pila magari sono talmente belli che uno li vorrebbe pure rileggere... ma, sempre citando il sommo Hornby, "di solito non sono un rilettore: sono troppo cosciente della mia ignoranza e della mia mortalità".

sandro ha detto...

lo so il tema è i libri, però un giorno ho comiciato a registrare le nottate di Fuoriorario per la stessa ossessione di perdere qualcosa di importante di cui sopra. I film che ho accumulato su vecchie VHS sono incredibili, ma solo nella mia mente perchè per gli stessi motivi citati da Davide, comincio a pensare che non vedrò mai.

Davide Barzi ha detto...

No, no, il tema è l'accumulo in senso lato. Cioè nel senso che di lato ci cadono, dopo che anche la fisica statica si stanca. Giusto stanotte sono stato risvegliato da un sonoro tonfo, dovuto alla copia cartacea dell'11 settembre messa in scena proprio da una pila di almanacchi. Per questo vi avviso: non sono inermi a sperare nel nostro intervento e prendere polvere, prima o poi si vendicano...

Eta ha detto...

Ommhhiodio ma allora esiste un modo intriso di approccio culturale figoso per poter ammettere tranquilla che ho mille libri da leggere! Forse non posso dire di essere una lettrice architetto,diciamo che non sono ancora riuscita ad aprire lo studio perchè non ho abbastanza soldi per farlo. Ma sto prendendo una laurea formidabile. D'altronde Davide parla di liste dell'88: non ero ancora nata.

Davide Barzi ha detto...

Ma cosa fai con la tua laurea? La fai roteare ed escono tutte le stelline, un soave trillo e incredibilmente le pareti si allargano? Allora mi sa che io sono iscritto alla facoltà sbagliata...

Eta ha detto...

No, no, la laurea da lettore architetto mi dovrebbe insegnare a far star su i libri... così, senza niente. E' una cosa più essenziale. Solo libri. Ho un'idea. Non costruiamo più edifici di libri dentro le nostre case, già edifici, perchè è piuttosto complicato costruire edifici dentro gli edifici. Costruiamo direttamente le case di libri. E quando vogliamo leggere un mattone, basta sostituirlo con quello che leggevamo prima. E se state leggendo più mattoni insieme (per ricerche o simili)... Cazzi vostri.

No ho un grande futuro, vero?

Davide Barzi ha detto...

In realtà quest'idea di inserire il libro e la libreria magari non proprio come muratura ma almeno come oggetto d'arredo vero e proprio è già una riflessione in corso nel campo del design... ho visto poltrone-librerie che mi porterebbero dritto dritto alle piaghe da decubito...

Eta ha detto...

Pff, ma perchè? Tutte le volte che ho un'idea "nuova" scopro che da qualche parte è già appena nata! Che palle!
...Tanto in realtà io il perchè lo so.
Tu?