mercoledì 30 marzo 2011

Buon kompleannen Bonvi, Modena aspetta il "tuo" parken!

Il 31 marzo 1941, in via Giannone 20 a Modena, nacque Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini. Trentadue anni dopo, a Bruxelles e col nome già famoso di Bonvi, alla Fiera del Libro gli viene assegnato il Prix Saint-Michel quale migliore disegnatore europeo. Dalla provincia d’Emilia alla fama internazionale.

Modena, la “piccola città”, come poi l’ebbe a cantare l’amico di sempre Francesco Guccini, fa da sfondo agli anni che per Bonvi furono quelli spensierati e già potentemente creativi della giovinezza, assetato d’America, di fumetti e letteratura di fantascienza, di feste, scherzi e divertimento sfrenato. Se pure la fantasia varcava ogni limite, è però in quel quotidiano dove “l’odore del dopoguerra” cedeva il passo ai profumi del “boom”, e fra quelle strade e quelle voci, sia dei luoghi che degli amici, in cui Bonvi era immerso. Un mix fatto di modelli internazionali e “input” nostrani tradotti in stimoli creativi, battute, segni e disegni, atteggiamenti e comportamenti che parlano di un epoca e di una identità giovanile che si andava costruendo.

Sono gli anni Sessanta, che a Modena significa Bar Grand’Italia, Equipe 84, Nomadi e tanti giovani e belle ragazze dai vestiti coloratissimi che vivevano come superstar, affacciati sul palcoscenico della Via Emilia. E, poco oltre, il West. Bonvi fra questi, con la sua carica irriverente, con la sua bellezza, con la sua impetuosa genialità. Dalla sua matita sono usciti personaggi leggendari: le Sturmtruppen, Cattivik, Nick Carter… si è fatto cinema, fumetto in tv, strisce su strisce in Italia e all’estero. Poi venne per lui, inaspettata, la morte. Tragica e stupidissima, nella notte del 9 dicembre 1995.

Così, a settant’anni dalla nascita del Bonvi, un gruppo di amici vecchi e nuovi, lavorano perché il suo ricordo rimanga nel tempo, grazie al progetto di intitolargli un parco di Modena, su idea dell’assessore alla Cultura Roberto Alperoli. Guccini, Guido De Maria, Clod e Bonfa, Claudio Varetto, Cristina Stefani, Stefano Bulgarelli, l’agenzia Chiaroscuro e, dulcis in fundo, Sofia Bonvicini, figlia dello stesso Bonvi, si sono riuniti in comitato per dedicarsi con passione a un progetto che è un giusto omaggio della città ad uno dei suoi più grandi artisti.


STEFANO BULGARELLI
PER GLI AMICI DI BONVI

martedì 29 marzo 2011

Lo studioso

"Man­dai a Davide qual­che mio spunto, qual­che idea di mas­sima su come poteva costruirsi la sto­ria, che però poi prese una dire­zione diversa (dif­fi­ci­lis­sima da svi­lup­pare) che solo uno ‘stu­dioso’ come Barzi poteva scri­vere."

Altri imperdibili segreti di lavorazione nell'intervista che Lo Spazio Bianco fa a Sergio Gerasi e che trovate qui.
Sapevatelo quanto prima.

domenica 27 marzo 2011

Zora la Vampirella

Copertina di "Zora la vampira" n° 4 del 1973.
Eppure mi ricorda qualcosa...

The cover of #19 featured José "Pepe"Gonzalez's memorable full figure painting of Vampirella, a bat balanced on her outstretched hand, which came to symbolize the character on everything from posters to books to stickers and pillows.(da wikipedia)

giovedì 24 marzo 2011

domenica 20 marzo 2011

Diventare ricchi scrivendo

In risposta al titolo del mio post, qui trovate un'interessante chiacchierata di Giuseppe Granieri con Richard Nash, uno dei più innovativi e dinamici editori indipendenti newyorkesi e uno degli analisti più lucidi della transizione al digitale dell'editoria. Il titolo? "Non c'è più denaro per chi vende i contenuti".
A questa botta di ottimismo aggiungo solo il passaggio seguente, forse provocatorio, forse estremo, ma che non lascia indifferenti, il resto leggetevelo al link qui sopra, merita...



«Io credo che la maggioranza degli scrittori dovrebbe cercare il partner giusto, quello in grado di mettere l'autore in contatto con più lettori. Se questo partner non è in grado di sfruttare al meglio i canali digitali, non è il partner giusto.»

venerdì 18 marzo 2011

Non ho mai letto fumetti: da dove posso cominciare?

Eccovi pareri più o meno illustri, che dimostrano senza possibilità di discussione come mi manchi il dono della sintesi.



Qui di seguito infatti l'hanno capito e mi hanno tagliato. :-D


mercoledì 16 marzo 2011

Anche l'Eleganza fa Cinquanta!

Siore e siori,
l'auto di Diabolik, la celeberrima Jaguar E-Type, ha 50 anni!

Era il lontano 15 marzo 1961 quando al Salone di Ginevra venne presentata l'automobile che un certo signor Enzo Ferrari non esitò a definire “l’auto più bella mai costruita”.


Per i collezionisti di oggettistica diabolik, annessi e connessi, ecco come spendere 299 sterline:

Jaguar ha realizzato uno splendido libro da collezione per celebrare il 50° anniversario della mitica E-type.
"E-Type – 50 Years of a Design Icon" traccia l'eccezionale storia di questa vettura può essere acquistato soltanto online. A questo indirizzo www.fpcreative.com/sales/etypebook
Lanciata al Motor Show di Ginevra nel 1961, la E-type è stata la più veloce vettura di serie del mondo, in grado di raggiungere la velocità di 240 km/h. Pur costando la metà delle sue dirette concorrenti, la E-type era la vettura nella quale farsi vedere. La leggenda del calcio George Best ne possedeva una, così come Brigitte Bardot, Tony Curtis e Steve McQueen.
Le 144 pagine del libro contengono sia materiali inediti provenienti dagli archivi dello Jaguar Heritage, sia fotografie commissionate di recente e contenuti realizzati per l'occasione tra cui interviste con personaggi illustri del mondo del design, dell'automobilismo sportivo e celebrità tra cui Sir Jackie Stewart, Martin Brundle, Sir Stirling Moss e Jay Leno.
Il libro è disponibile in due stpendi formati: una versione "premium" ed un volume ad edizione limitata numerata, rilegato a mano in una speciale riproduzione dell'originale tappezzeria della E-type e presentata nella sua personale custodia.
La versione "premium" sarà in vendita a £49, mentre l'edizione limitata numerata a £299.

martedì 15 marzo 2011

Il mondo del fumetto e il Giappone

Diffondo volentieri (con il consenso del mittente, ovvio) l'e-mail che mi è arrivata stamattina da Frédèric Bremaud:

"Alcuni autori, legati a café salé (un'etichetta della casa editrice Ankama) si stanno mobilitando per il Giappone.

A questi indirizzi potete vedere alcuni disegni già messi on line:
http://www.cfsl.net
http://jdmorvan.tumblr.com/
http://www.gorillaartfare.com


Qui invece è spiegato tutto il progetto, anche se purtroppo solo in francese: http://tsunami.cfsl.net/

Quindi, se avete voglia di participare, pubblicando sul blog un disegno, si può. Ovviamente, non è solo un blog artistico. Al termine dell'esperienza, è prevista la vendita all'asta dei disegni originali e la pubblicazione di un libro. I soldi e doni sono destinati ad un'associazione Give2Asia.

Ecco il link: http://www.give2asia.org "

Ci sono un paio di indirizzi e-mail a cui inviare eventualmente i disegni, ma per rispetto della privacy facciamo così: se siete davvero interessati scrivete privatamente al mio (lo trovate nel badge di facebook, in alto nella barra a destra del blog) e ve li do.

lunedì 14 marzo 2011

Misteri numerici

Va' che son cose strane...

...snobbi il blog per qualche settimana e quadruplicano i contatti!

E nella scorsa settimana (dove però ho ripreso a considerarlo, va detto) siamo arrivati a sette volte tanto i contatti di routine.

Non è che qualche sito porno mi ha linkato?

I numeri sono un gran bel mistero.

Festeggiamo intanto l'invariato numero di punti che ci separa dai cuginastri (due esempi dei quali potete trovare nella foto del post precedente) con un annuncio di cui andare fieri: l'amico Andrea oggi vede il suo header
capeggiare sul sito di riferimento, e io non posso che vantarmene, come giustamente sta facendo lui.

mercoledì 9 marzo 2011

Cartoomics criminale!

Siore e siori, se passata a Cartoomics non perdetevi il terzo numero di Milano Criminale!

Con pigrizia, copio e incollo il post di Diego Cajelli:
Tra le altre cose...
"Nel terzo volume di Milano Criminale, l'ottimo Davide Barzi si esibisce in uno spettacolare articolo su Bruce Lee e sul cinema di arti marziali degli anni '70.
Quello che andavi a vedere all'oratorio e poi ti picchiavi con i tamarri, facendo mosse a caso credendo che fosse Kung Fu."

Devo ringraziare Diego perché quando gli ho chiesto spunti dalla trama che potessere prestarsi per l'articolo finale mi ha dato questa meravigliosa dritta, e soprattutto mi ha rievocato i miei primi approcci cinematografici al cinema dell'oratorio.

Non so voi, ma io i tre film che ricordo della mia infanzia nell'auditorium parrocchiale di Pieve Emanuele sono:
3 - Silvestro & co. Non so mica come si chiamasse esattamente, ma era una di quelle accozzaglie di cortometraggi animati della Warner. Visto e rivisto fino alla nausea. O forse no, forse la nausea era provocata dalle caramelle (celebri e ammetto un po' femminili quelle dure circolari messe attorno a un elastico a formare un anello) che si comperavano dalle suore dopo il catechismo.



2 - Bud Spencer & Terence Hill. Lo so, non è un film, sono due nomi, ma nella mia mente bambina "badspensereterensill" era un'unica entità cinematografica, con scenari interscambiabili ma un'unica trama: due tizi, uno più magro e uno meno, fanno a cazzotti.






1 - Bluff -Storie di truffe e di imbroglioni. Il giovane e indifeso Barzi ha quattro anni (e poi, cinque, sei, sette, otto, perché in quel cinema gli stessi film vengono ripetuti con una certa frequenza, forse per abbattere i costi di acquisto della pellicola perché nessuno si era accorto che la si poteva noleggiare, non lo so) e vede uni dei primi nudi della sua vita: Corinne Clery mostra un seno a Celentano salvo poi dargli una bottigliata in testa. Don Mario credo non si fosse accorto di quella sequenza, altrimenti forse sarebbe intervenuto di forbici come in "Nuovo Cinema Paradiso".

E comuque Corinne Clery amava Celentano, ma lui la respinse.

martedì 8 marzo 2011

Ma che bella idea!

Ma, dai, interessante...
E' uscito da poche settimane questo libro dal formato tascabile, la copertina nera con un buco dietro cui si vede un mezzobusto femminile.  Caratteri gotici, tematiche gotiche...


...lo apri e guarda che bella idea: pagine lucide nere con testo bianco. Con fregi a incorniciare il tutto. Le pagine di testo sono intervallate da illustrazioni.

Bella idea. Mi ha fatto venire voglia di fare un libro così.

(...)

Ah, no, l'ho già fatto più di due anni fa.