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domenica 29 giugno 2008

Mi ricordo montagne (di muscoli) verdi

1) Osservare la copertina qui sotto;2) Concentrarsi sul volto dal colorito atipico in altro a destra;
3) Pensare a chi può aver scritto con adolescenziale trasporto l'articolo dedicato al personaggio di cui sopra;
4) Acquistare Retro n° 16, attualmente in edicola.
5) Se l'articolo vi ha provocato un brivido, accorrere in una sala cinematografica e visionare il film diretto da Louis Leterrier. La pellicola, miscelata all'effetto amarcord, crea piacevoli sensazioni.

giovedì 22 novembre 2007

And the winner is...

...as usual, non quello che ho votato io.
Sul numero 11 di Retro Magazine c'è di nuovo il giochino della classifiche.
La volta scorsa la top ten era dedicata ai robottoni giapponesi.
Avevo messo Goldrake al nono posto, poi nella classifica generale Atlas Ufo Robot aveva vinto.
La nuova graduatoria, pubblicata sul n° 11 della rivista, riguarda le preferenze relative ai "muscolosi degli anni Ottanta".
Purtroppo, anche stavolta mi ritrovo in minoranza.
Anzi, per dirla tutta, colui che ho messo al primo posto è stato bellamente ignorato da tutti gli altri collaboratori interpellati.

Io la vedevo così...

  1. Lou Ferrigno
  2. Sylvester Stallone
  3. Arnold Schwarzenegger
  4. Bruce Willis
  5. Chuck Norris
  6. Hulk Hogan
  7. Laurence Tureaud (alias Mr. T)
  8. Steven Segal
  9. Jean-Claude Van Damme
  10. Lorenzo Lamas


venerdì 2 novembre 2007

Masters of the Universe

“Prendi un cimmero, trattalo male, fanne un paggetto reale”: si potrebbe condensare così la genesi di He-Man. Il personaggio nasce infatti nel 1981, lo stesso anno di Teorema di Marco Ferradini. Ma anche l’anno di lavorazione del film Conan il barbaro di John Milius, che propone come interprete dell’eroe creato da Robert Erwin Howard un trentaquattrenne culturista di origine austriaca. Il cinque volte Mister Universo, la cui pronuncia marcatamente teutonica ha obbligato i produttori del film Ercole a New York a doppiarne le battute, sembra avere le stesse possibilità di diventare un attore di quelle di diventare governatore della California. Ma, si sa, spesso la realtà supera la fantasia. Il film in lavorazione, se non altro per il nome del regista, attira comunque l’attenzione della Mattel, che affida ai suoi esperti di creazione di giocattoli lo studio dell’action figure del personaggio principale. Quando però cominciano a girare le immagini del film, l’azienda statunitense capisce che il target di riferimento è piuttosto diverso da quello dei loro giocattoli."

Per leggere il seguito di questo mio lungo articolo, piombare in edicola e acquistare Retro n° 11.

martedì 27 marzo 2007

Telefilm Retro 5

"Grandi e piccoli capolavori nascono come funghi in questo decennio ben concimato. Da Willy il principe di Bel Air che farà nascere la stella Will Smith al franchise colosso Law & Order che ancora oggi (nelle sue svariate incarnazioni va in onda). L'Italia però non resta a guardare e se da un lato ci regala una comedy come I vicini di Casa, figlia di quel Gino e Michele che di cognome potrebbero fare Smemoranda e Zelig, dall'altro tenta la via della serie teen con I ragazzi del muretto. Ma sono anche gli anni di Non è la Rai, la merenda televisiva di ogni buon ragazzo cresciuto negli anni '90 e dell'indimenticabile (e indimenticata) Ambra Angliolini."

Lo so, lo so, forse per molti è ancora presto per rimpiangere gli anni Novanta, ma sappiate che succederà. Anche i famigerati Ottanta, lasciati sedimentari e asciugati delle Milanodabere e delle altre cosine e cosacce discutibili, sono ormai di culto. Quindi, tanto vale portarsi avanti. Il testo sopra è estratto dalla cartella stampa di Telefilm Retro ora in edicola, primo di due numeri dedicati ai Nineties.

Per quel che mi riguada, vi offro George Clooney, Fran Drescher, Patrick Duffy e Will Smith.

Buona lettura.


George Clooney ne Il ritorno dei pomodori assassini. Trash al cubo!



Fran Drescher, galleria fotografica della tata più sexy esistente.
Dopo Luana la bebisitter, ovvio.



Patrick Duffy nella lezione 0 di ogni corso di sceneggiatura.
Mai, mai, mai dire che "è stato tutto un sogno".
Gli sceneggiatori di Dallas, quando c'era quella lezione, erano malati.



Qualcuno sostiene che costui sia la stessa persona che ha interpretato un convincente Cassius Clay in Alì.
Io invece credo sia una prova che la clonazione umana è una pratica già diffusa,