martedì 31 marzo 2009

La Provincia Pavese

Ormai il soprannome "Gran Pavese" affibbiatomi dagli amichetti livornesi non me lo toglie più nessuno...Peccato essere nella stessa pagina di Marcello Pera, ma ce ne faremo una ragione...

Ah, per chi non se ne fosse accorto, su facebook, oltre a diventare fan delle polpette, del mettersi le dita nel naso e altre questioni di importanza capitale, si può anche diventare fan delle Regine del Terrore cliccando qui.
Pensa te.

martedì 24 marzo 2009

IN GALERA

Milano - giovedì 26 marzo - ore 21,00
Camera del Lavoro
C.so di Porta Vittoria, 43
ingresso libero

I GIORNALISTI DI NUOVA INFORMAZIONE
E IMPEGNO SINDACALE PRESENTANO

IN GALERA

Gli articoli che potremmo non leggere più.
Tutto ciò che abbiamo saputo ma non avremmo potuto sapere se la legge sulle intercettazioni fosse già stata in vigore.
Tutto ciò che rischiamo di non sapere mai più se non riusciamo a fermarla.

Ruggero Cara, Paolo Rossi, Renato Sarti, Bebo Storti, Lucia Vasini
leggeranno articoli e brani tratti da intercettazioni e brogliacci che con la nuova legge non potranno più essere né realizzati dalla magistratura né raccontati dalla stampa.

Le letture e gli episodi di cronaca giudiziaria a cui si riferiscono saranno presentati dai giornalisti:
Gianni Barbacetto, Paolo Biondani, Paolo Colonnello, Mario Consani, Walter Galbiati, Peter Gomez, Gianluigi Nuzzi, Emilio Randacio.
Saranno inoltre proiettati interventi dei giornalisti Massimo Alberizzi, Guido Besana, Rosi Brandi, Mimmo Lombezzi, Pino Nicotri, Marco Travaglio, Laura Verlicchi, Maxia Zandonai dal filmato "Professione Riporter", realizzato da Stefano De Felici, coordinamento di Amelia Beltramini, con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti. Testimonianza in video di Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto a Palermo.
Improvvisazioni musicali dell'arpista Floraeda Sacchi.
Regia di Silvano Piccardi

Selezione contenuti e testi: Gianni Barbacetto
Ideazione e organizzazione: Gegia Celotti e Saverio Paffumi.
Chiuderà la serata il Presidente della FNSI, Roberto Natale

lunedì 23 marzo 2009

Senza vergogna

Ero stato facile profeta.
Non tanto sui numeri dei visitatori della mostra "Gino Marchesi, l'uomo che diede un volto a Eva Kant", che in particolare domenica sono stati oltre ogni più rosea previsione.
Dissi anche, diverso tempo fa, che il lunedì avremmo probabilmente visto su e-bay in vendita il catalogo, che - ricordo - è a distribuzione gratuita.
Guardate un po' qui...

Colgo l'occasione per dirvi che un paio di centinaia di cataloghi sono ancora a disposizione.
Quindi non posso garantire per chi verrà a visitare la mostra la domenica, ma per chi lo farà sabato, soprattutto se non troppo tardi (apertura dalle 9.00), c'è ancora la possibilità di averlo - ribadisco - GRATUITAMENTE.

venerdì 20 marzo 2009

Korriere della Sera

La storia Nel Lodigiano una mostra sugli esordi del più famoso ladro delle strisce dove si scopre...

Il vero volto di diabolik

Marchesi, primo disegnatore, «copiò» un amico. E sua moglie ispirò Eva Kant

Il cannone laser, la talpa sotterranea, la Jaguar E-Type che galleggia. Per sfuggire all' ispettore Ginko, Diabolik usa marchingegni al limite del reale. Quando tutto ciò non basta, ecco le maschere in lattice, capaci di riprodurre perfettamente il volto dei suoi nemici e di ingannare chiunque. Il «re del terrore» ruba gioielli e svaligia casseforti con trucchi e invenzioni in esposizione, sotto forma di modellini tridimensionali, da sabato 21 al 29 marzo a Brembio, in provincia di Lodi. In mostra anche le tavole originali dei primi numeri del fumetto ideato dalle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani nel 1962. È un appuntamento che i collezionisti di tutto il mondo sognano da quasi cinquant' anni: i disegni non erano mai usciti prima dai caveau della casa editrice Astorina. Brembio come Clerville, la città immaginaria teatro delle imprese di Diabolik. La rassegna nasce per celebrare i settant' anni della nascita di Luigi «Gino» Marchesi, il disegnatore nato proprio a Brembio e autore del volto definitivo di Diabolik. «Nei primi mesi del 1963 Angela Giussani ha appena pubblicato la nuova serie, ma non è convinta del risultato - spiega Davide Barzi, curatore della mostra e del catalogo -. Marchesi viene incaricato di dare un nuovo volto al ladro in calzamaglia nera». Un successo, tanto che all' artista viene chiesto di ridisegnare anche i primi due albi, subito ristampati. I visitatori della mostra oggi possono confrontare le diverse versioni e ammirare le tavole 12 e 13 del numero tre, «L' arresto di Diabolik», dove compare per la prima volta Eva Kant. Anche l' inseparabile compagna e complice di Diabolik è frutto della matita di Marchesi. «Per il volto prende spunto da Grace Kelly, ma l' acconciatura è quella che usa la sua futura moglie», racconta Barzi. E Gianna Marchesi infatti ricorda: «All' epoca era difficile documentarsi e io portavo i capelli a crocchia, come andava di moda... Gino lavorava sempre, io gli tiravo le righe delle vignette». Non è l' unica abitante del piccolo paese del Lodigiano a ispirare il disegnatore. «Anche il viso di Diabolik, nei tratti che oggi tutti noi conosciamo, nasce qui - dice Barzi -. Il modello è un amico e concittadino di Marchesi, Gino Polenghi» (vedi box a lato). Volti, espressioni, caratteri pescati in un piccolo paese che sono riusciti a raggiungere un successo planetario e senza tempo, anche fuori dalla carta stampata: dal film «Danger: Diabolik» del 1968, musicato da Ennio Morricone, in cui John Philip Law veste i panni dell' inafferrabile ladro, Marisa Mell quelli di Eva Kant e Michel Piccoli quelli di Ginko, fino ai giorni nostri con il videoclip dei Tiromancino dove Claudia Gerini interpreta la Kant e Daniel McVicar, della soap Beautiful, Diabolik. Il 21 e 22 marzo, oltre alla personale dedicata a Marchesi, scomparso nel 1993, gli appassionati dei comics possono visitare le mostre «Una vita in nero», dedicato alle sorelle Giussani e «Diabolik tra scienza e fantascienza», con mirabolanti trucchi e invenzioni. Si può anche partecipare al pranzo «Diaboliko» (sabato 21, dalle 12.30) in compagnia di Davide Barzi, che presenta la ristampa del suo libro «Le regine del terrore, le ragazze della Milano bene che inventarono Diabolik» (edizioni BD), biografia delle sorelle Giussani. «Due donne eccezionali - spiega -: fotomodelle, editrici, aviatrici, protagoniste del jet set milanese, seppero tenere testa alle convenzioni dell' epoca imponendo una figura di antieroe ancora oggi amato in tutto il mondo». Massimiliano Angeli Da sabato Il terrore è servito L' esposizione «Gino Marchesi, l' uomo che diede un volto a Eva Kant», Brembio (Lodi), ex scuole elementari, ingresso da piazza Matteotti (21, 22, 28 e 29 marzo, 9-19). Ingr. e catalogo gratuiti. Per info: 348/34.63.611 L' evento Sabato 21, alle 12.30, pranzo «Diaboliko» in compagnia di Davide Barzi, che presenta il suo libro «Le regine del terrore» (edizioni BD)

Angeli Massimiliano

Pagina 15
(19 marzo 2009) - Corriere della Sera

Il cittadino

giovedì 19 marzo 2009

Le Regine del Terrore Strikes Back!

(ho usato il titolo qui sopra perché ne "Il Giornale" non potevo inserire K...)

Copio e incollo dal sito del Giornale, che oggi ha fatto una pagina anche sul cartaceo:

Le «regine del terrore» che inventarono l’eroe nero

C oraggiose, ribelli, eleganti, bellissime. Ben poco in sintonia con lo spirito dell’Italietta religiosamente Dc, pur portando il cognome - ma è solo un’omonimia - di uno dei più grandi interpreti cattolici del secolo: Giussani. Di nome fanno Angela la più grande, e Luciana la minore, e sono le ideatrici del ladro più famoso del fumetto nostrano: Diabolik, il Re del Terrore.
A «Le Regine del Terrore», Angela e Luciana Giussani, è dedicato il libro di Davide Barzi (Edizioni BD, pagg. 300, euro 15) che sarà presentato sabato a Brembio, nel Lodigiano, durante la prima rassegna italiana su Diabolik e i fumetti di «Gino Marchesi, l’uomo che diede un volto a Eva Kant». Il volume (in libreria dal 26 marzo nel nuovo formato e veste grafica) ripercorre l’avventura delle due sorelle della Milano-bene, fondatrici negli anni ‘60 della casa editrice Astorina. Sportive, ex-modelle (vincitrici di gare atletiche e concorsi di bellezza), protagoniste del jet set europeo (dalle grandi capitali alla Côte d’Azur, scenario di tanti irresistibili inseguimenti), indipendenti e anticonformiste (la maggiore è tra le pochissime donne in Italia ad avere la patente negli anni ‘40 e un brevetto di volo nei ‘50) in pieno boom economico riusciranno a far prevalere l’eroe del male e la sua biondissima Lady Kant su rudi cowboy e divi da fotoromanzo.
La Milano-bene delle Suore Marcelline, dove studiano i rampolli della ricca borghesia; la Milano della Contestazione, che trascina negli atenei l’onda lunga del famigerato 1968; la Milano della ricostruzione, dove trovano terreno fertile i nuovi gruppi editoriali; la Milano produttiva e discreta, che si intravede dalle finestre dell’angusto stanzino fumoso di piazza Cadorna, enfaticamente chiamato «redazione della casa editrice Astorina». È lì, osservando il passaggio dei treni, che Angela e Luciana hanno l’idea di un fumetto rivoluzionario, dalle storie inquietanti e dal formato pratico, 12x17, che tenga impegnato il lettore giusto il tempo della tratta Saronno-Milano. Il primo numero, del novembre 1962 – titolo: «Il Re del Terrore», oggi un cult -, appare in poche migliaia di copie, distribuite quasi solo nel Nord Italia (e quasi solo nelle stazioni ferroviarie) e realizzate secondo una bizzarra «gerarchia aziendale»: «Come in ogni redazione di fumetti – ricorda Luciana Giussani nel libro - la neonata Astorina aveva un grafico impaginatore, un art director che verificasse le tavole, un correttore di bozze, un direttore responsabile e un responsabile marketing che tenesse d’occhio le esigenze di mercato (specificatamente, i pendolari delle Ferrovie Nord...) oltre, ovviamente, a soggettisti e sceneggiatori. La peculiarità stava forse nel fatto che tutti quegli incarichi erano assolti da mia sorella e me, in un frenetico girotondo di ruoli».
Solitarie editrici e fantasiose sceneggiatrici, in pochi anni riusciranno a realizzare l’unico grande fumetto italiano (insieme a Tex Willer) che ha superato indenne il giro del secolo, passando dal fumetto al cinema, al romanzo, alla musica, alla realtà virtuale. L’eroe «nero» in calzamaglia e Jaguar, ladro gentiluomo e implacabile giustiziere è stato letto e studiato da intellettuali come Dino Buzzati o Umberto Eco; riadattato nel celebre film di Mario Bava, con John Phillip Law e Marisa Mell; buttato in farsetta con «Dorellik»; preso a modello in videogiochi e canzoni (ultimo, il video musicale «Amore impossibile» di Zampaglione). E oggi, che gli albi venduti superano i 150 milioni tra ristampe e nuove edizioni, c’è ancora chi tiene il conto di tutti i morti assassinati nella sua carriera criminale (circa 1.100) o chi ha stimato il valore complessivo delle rapine (due miliardi di euro, la maggior parte in oro e gioielli, escluse le opere «inestimabili»). Era nato per essere letto in treno dai pendolari: è diventato una vera icona pop. Che deve parecchio alle sue bellissime, diabolike creatrici.